Le piante infestanti, dette anche erbe infestanti o malerbe, sono specie vegetali che crescono dove non sono desiderate e competono con le colture per acqua, nutrienti e luce solare. In agricoltura questo tipo di pianta rappresenta problema concreto: i semi di queste piante possono accumularsi nel suolo in quantità che arrivano a 400 milioni per ettaro, a profondità tra 10 e 15 centimetri. Un numero che spiega perché, senza una gestione attiva, le infestanti tendano a prendere il sopravvento: scopriamo insieme come evitarlo, anche grazie ai macchinari di Fardin Macchine.
Cosa sono le piante infestanti
La definizione di “infestante” è in parte soggettiva: una pianta diventa malerba quando cresce dove non è utile, sottraendo risorse alle colture o deteriorando lo spazio in cui si trova. Tra le più diffuse si trovano il tarassaco, la gramigna, l’ortica, il poligono e il luppolo selvatico.
Le infestanti si dividono in due grandi categorie, le specie perenni e le specie annuali.
Le specie perenni, come gramigna e vilucchio, si riproducono per via vegetativa e permangono nel terreno per anni, rendendo il controllo più laborioso. Le specie annuali, come l’erba morella o il sorghetto, completano il ciclo in una stagione ma producono una quantità di semi molto elevata, che garantisce loro una presenza anche nell’anno successivo.
Le infestanti con foglia larga meritano attenzione specifica nell’orto, nonché nei campi a mais: riducono la disponibilità di luce per le piante coltivate, ostacolano le operazioni di raccolta e creano microclimi favorevoli allo sviluppo di parassiti e funghi.
Tecniche per la gestione e l’eliminazione delle piante infestanti
Il modo più efficace per eliminare le piante infestanti parte dalla prevenzione, non dall’intervento a posteriori.
Per cominciare, è importante evitare di lasciare il terreno scoperto, poiché un terreno nudo è un invito per i semi trasportati dal vento. Nei periodi in cui non si coltiva, è utile coprire il suolo con cartone, paglia o altro materiale pacciamante. La pacciamatura, applicata quando le piantine coltivate raggiungono i 10 centimetri, riduce sensibilmente la germinazione delle malerbe, anche se non la elimina del tutto.
Altra cosa da fare è utilizzare letame solo ben maturo: il letame fresco contiene semi infestanti provenienti dalla lettiera degli animali, motivo per cui è meglio aspettare almeno sei mesi di maturazione (o, se non possibile, utilizzare lo stallatico pellettato).
Prima di seminare o trapiantare le piantine, si vanga il terreno, si irriga come se si fosse già seminato e si attende una quindicina di giorni: si procede, in altre parole, a una falsa semina. In questo modo le infestanti germinano e possono essere eliminate con una scerbatura manuale o con un estirpatore prima che il vero trapianto abbia luogo; questo semplice passaggio dimezza la quantità di malerbe che si troverà poi durante la stagione.
È importante poi scerbare con regolarità, prima che le malerbe vadano a seme, dato che una singola pianta infestante lasciata disseminare può produrre centinaia di nuovi semi per la stagione successiva. L’intervento settimanale, manuale o con attrezzi specifici, è molto più efficiente di un intervento straordinario quando le infestanti si sono già diffuse.
Per quanto riguarda gli erbicidi chimici, vale la pena chiarire la situazione normativa: i prodotti fitosanitari a uso professionale richiedono il cosiddetto patentino fitosanitario, obbligatorio per legge dal 2015. I privati non professionisti possono però acquistare liberamente prodotti etichettati per uso non professionale (PFnPE per piante edibili, PFnPO per piante ornamentali). In alternativa, l’acido acetico (derivato dall’aceto) è un diserbante totale ammesso anche in agricoltura biologica.
Macchine e attrezzi per il controllo delle infestanti
Per chi gestisce superfici agricole di medie o grandi dimensioni, gli attrezzi manuali non bastano. Esistono soluzioni meccaniche e motorizzate progettate specificamente per questo lavoro.
Le botti da diserbo MM sono disponibili in capacità da 200 a 1200 litri e si adattano a trattori di diversa potenza. Sono dotate di serbatoi integrati per lavamani e lavaimpianto, obbligatori per l’uso professionale, e compatibili con barre per diserbo meccanico o idraulico e lance per interventi mirati.
I polverizzatori a manica d’aria Caffini (Small HBS e Profarmer Entry) offrono distribuzione con manica d’aria per trattamenti più uniformi, adatti a cereali, orticole e risaia. Il sistema con computer CB9 consente il controllo indipendente delle sezioni di barra.
Le sarchiatrici Maya lavorano il terreno tra le file di coltivazione con spostamento meccanico o idraulico, riducendo le vibrazioni sull’operatore. La gamma comprende modelli mono, bi e trifila, adatti da ortaggi voluminosi come i carciofi fino a grandi superfici.
Le sarchiatrici a dita Kult intervengono all’interno della fila, eliminando le infestanti senza danneggiare le piante coltivate. Il sistema brevettato è applicabile su coltivatori sterzanti già in uso e copre colture come mais, barbabietole, fragole e vivai.
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