Come scegliere un biotrituratore per la gestione dei residui vegetali

2 Settembre 2026

Quando, a fine settembre arriva il momento di sistemare frutteti, siepi di confine e altri spazi verdi, sul posto resta un cumulo di rami.

A risolvere questo problema ci pensa il biotrituratore, una macchina che permette di ridurre potature, sfalci e ramaglie in materiale sminuzzato da spandere sul terreno, compostare o conferire in piazzola.

Ma come funzionano esattamente questi macchinari per giardinaggio? E come scegliere quello più adatto alle proprie esigenze? Scopriamolo insieme nelle prossime righe.

Cos’è un biotrituratore e che differenza c’è con il cippatore

Il biotrituratore è una macchina per giardinaggio che riduce i residui vegetali (rami, sfalci, foglie, potature di alberi e siepi) in frammenti di piccole dimensioni, lavorando il materiale fino a ottenere un trito di forma irregolare. A differenza del biotrituratore, il cippatore è pensato specificamente per la lavorazione del legno: una serie di lame montate su disco o su tamburo tagliano il legno producendo cippato, cioè scaglie di dimensione abbastanza uniforme.

La differenza pratica tra i due tipi di macchinari riguarda il materiale che si va a lavorare:

  • il biotrituratore è indicato soprattutto per residui vegetali eterogenei come ramaglie, potature, foglie e materiale verde, che vengono sminuzzati per facilitarne lo smaltimento o il riutilizzo;
  • il cippatore è progettato principalmente per lavorare materiale legnoso, come rami e tronchi anche di diametro maggiore, trasformandolo in cippato di pezzatura più regolare. Se presenta caratteristiche adeguate di granulometria, qualità e umidità, il cippato può essere utilizzato anche come biomassa combustibile.

Molte macchine oggi in commercio coprono entrambe le funzioni. I biocippatori professionali Zanon, per esempio, sono una vera e propria evoluzione del biotrituratore: sono utilizzabili per la produzione di cippato attraverso lame in acciaio e, grazie alla tramoggia maggiorata, riducono il volume degli scarti fino a 5-6 volte.

Cosa si può triturare e come scegliere la potenza giusta

Come anticipato, nel biotrituratore finiscono rami risultanti dalla potatura di frutteti e vigneti, sarmenti e tralci, ramaglie di siepe, arbusti, foglie e residui di sfalcio. Il materiale fresco e fibroso tende a impastarsi più di quello secco, motivo per cui è conveniente alternarlo con materiale legnoso che aiuta a spingere il trito verso l’uscita.

Il primo numero da valutare per capire come scegliere un biotrituratore più adatto alle proprie esigenze è il diametro massimo di triturazione dichiarato dal costruttore.

Il secondo criterio è l’alimentazione, solitamente disponibile con motore elettrico, con motore a scoppio o azionamento tramite il movimento del trattore: la versione elettrica va bene per le aree più circoscritte, quella a scoppio per le superfici estese, mentre l’attacco al trattore ha senso per chi lavora regolarmente su volumi enormi presenti in aree molto estese.

Conta poi il modo in cui il materiale entra nella macchina. Nella gamma Agrinova le versioni professionali montano un rullo di alimentazione idraulico che gestisce l’ingresso del materiale in automatico, mentre il sistema di taglio può essere a tamburo o a disco a seconda del tipo di lavorazione. Sul cippatore Ohashi ES151GH il controllo idraulico No Stress e il selettore della velocità di alimentazione permettono di scegliere tra modalità lenta e veloce, e la funzione Reverse fa uscire il materiale dalla tramoggia con una rotazione del comando quando un ramo si incastra.

L’ultimo elemento è la frequenza d’uso: per una pulizia occasionale bastano modelli compatti pensati per l’ambito domestico, mentre per chi gestisce più ettari servono macchine progettate per un impiego professionale intensivo.

Cosa dice la normativa sulla gestione dei residui vegetali

L’articolo 182, comma 6-bis del Codice dell’ambiente (D.Lgs. 152/2006) stabilisce che il raggruppamento e la combustione in piccoli cumuli, in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro, dei materiali vegetali prodotti nel luogo stesso, costituiscono normali pratiche agricole per il reimpiego come sostanze concimanti o ammendanti, e non attività di gestione dei rifiuti. Lo stesso comma prevede che nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi dichiarati dalle regioni la combustione sia sempre vietata, e che i comuni possano sospenderla, differirla o vietarla quando le condizioni ambientali sono sfavorevoli, con riferimento esplicito ai livelli di PM10.

In pianura padana il quadro si è ristretto ulteriormente, poiché l’articolo 10 del decreto-legge 69/2023 ammette il raggruppamento e l’abbruciamento dei materiali vegetali soltanto nei mesi di marzo, aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre, nelle zone di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto interessate dai superamenti dei valori limite di PM10; restano escluse le zone montane e agricole svantaggiate, e la violazione comporta una sanzione amministrativa da 300 a 3000 euro.

In Veneto le restrizioni sono ancora più severe. Le misure introdotte con la DGR 238/2021, successivamente prorogate con la DGR 786/2024, sono state consolidate nel nuovo Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, approvato con DGR 377/2025. Il quadro regionale prevede il divieto di combustione all’aperto dei residui vegetali dal 1° ottobre al 30 aprile su tutto il territorio regionale, attuato attraverso le ordinanze comunali, fatte salve eventuali specifiche deroghe previste dalla normativa.

In ogni caso, consigliamo di verificare sempre le ordinanze comunali in vigore.

I biotrituratori e cippatori disponibili da Fardin Macchine

Per cominciare, i cippatori e biotrituratori Agrinova coprono una gamma ampia: modelli pensati per operazioni su terreni difficili, soluzioni compatte per utilizzi domestici e versioni professionali con rullo di alimentazione idraulico per una gestione automatizzata del materiale, con sistema di taglio a tamburo o a disco.

I biotrituratori Zanon trasformano gli scarti derivanti dalla potatura e dalla pulizia delle aree verdi in materiale utile per compostaggio e fertilizzazione, sminuzzando rami, foglie e arbusti con motori elettrici, a scoppio o azionati da trattore. Accanto a questi, i biocippatori professionali della stessa gamma lavorano con lame in acciaio e tramoggia maggiorata.

Per un intervento circoscritto nel tempo, il cippatore Ohashi ES151GH è disponibile anche per il noleggio: motore a benzina Briggs & Stratton Vanguard V-Twin da 23,2 hp, triturazione fino a Ø 150 mm, sistema di controllo idraulico No Stress elettronico e altezza del tubo di lancio di 156 cm.

Ultimi articoli

  • Come scegliere un biotrituratore per la gestione dei residui vegetali

  • Microirrigazione: come gestire posa e recupero della manichetta

  • Botte da trattamento e diserbo: come irrorare e proteggere le colture

Categorie