Raccolta del radicchio: quando si effettua e quali sono i migliori macchinari

11 Novembre 2025

Tra i simboli più autentici dell’agricoltura veneta, il radicchio di Treviso racconta un legame profondo con la terra. Dalle prime nebbie autunnali fino all’inverno inoltrato, i campi si colorano di rosso porpora, segnando il momento della raccolta di uno degli ortaggi più amati d’Italia.

Dietro ogni cespo si cela un equilibrio perfetto di cura, pazienza e tecnica: scegliere il momento giusto per coglierlo e utilizzare gli strumenti adeguati è essenziale per conservarne la freschezza, la consistenza e l’inconfondibile sapore.

Comprendere quando e come si raccoglie il radicchio significa entrare nel cuore di una tradizione veneta, che unisce esperienza contadina e innovazione meccanica, valorizzata oggi da macchine agricole (come quelle di Fardin Factory) sempre più precise, leggere e rispettose del prodotto.

Il radicchio di Treviso, un’eccellenza veneta

Il radicchio di Treviso è tra le eccellenze orticole più rappresentative del Veneto e dell’Italia intera. Apprezzato a livello internazionale per il suo gusto amarognolo equilibrato e per la vivacità dei colori, esiste in due varianti principali: precoce e tardivo. Entrambe appartengono alla specie Cichorium intybus, ma si distinguono per forma, tempi di raccolta e tecniche di imbianchimento; con quest’ultimo termine si intende la tecnica colturale che, sottraendo l’ortaggio alla luce, ne modifica le caratteristiche organolettiche, rendendolo più dolce, più croccante e, nel caso del radicchio di Treviso conferendogli il caratteristico cuore bianco e le foglie rosse.

Tornando alle differenze tra le due varianti, il radicchio precoce si presenta come un cespo allungato, con foglie larghe e nervature bianche marcate. È una pianta sensibile al freddo e deve essere raccolta entro metà dicembre, dopo un breve periodo di imbianchimento in campo. Pur essendo meno noto del tardivo, rappresenta il capostipite di tutte le varietà a foglia rossa oggi coltivate in Italia.

Il radicchio tardivo di Treviso, conosciuto anche come Spadone, è caratterizzato da foglie strette, lunghe e terminanti a punta, con una costolatura bianca e carnosa che contrasta con la lamina rosso intenso. La sua peculiarità è l’imbianchimento in acqua di risorgiva, effettuato dopo la raccolta in ambienti schermati dalla luce. Questo processo, frutto di un sapere agricolo tramandato nei secoli, esalta la croccantezza e il sapore unico dell’ortaggio, rendendolo protagonista delle tavole invernali.

Quando si effettua la raccolta del radicchio

Nelle campagne trevigiane, la raccolta del radicchio inizia in autunno, seguendo un calendario che varia a seconda della varietà. Il radicchio di Treviso precoce viene prelevato da ottobre fino a metà dicembre, prima che le temperature si abbassino eccessivamente. L’operazione richiede attenzione: i cespi vengono scalzati dal terreno con una vanga oppure con una macchina agricola dedicata, facendo leva alla giusta distanza per non danneggiare le radici, quindi ripuliti dalle foglie esterne più rovinate.

Il radicchio di Treviso tardivo, invece, resiste bene al freddo e si raccoglie da fine novembre fino ai primi mesi di marzo. I cespi vengono estratti con la zolla di terra che contiene le radici, passaggio indispensabile per garantire un corretto imbianchimento successivo. La terra, infatti, protegge la pianta dal marciume quando viene immersa nell’acqua di risorgiva.

Per stabilire il momento ottimale della raccolta, non si parla di maturazione in senso stretto: le foglie del radicchio sono sempre commestibili, ma il cespo deve raggiungere una buona compattezza interna; solo quando la parte centrale si presenta ben formata e di dimensioni adeguate si ottiene un raccolto di qualità superiore. La resistenza della pianta alle basse temperature consente di attendere senza rischi e di pianificare la raccolta in modo progressivo.

Come si raccoglie il radicchio

La raccolta del radicchio di Treviso avviene prelevando l’intero cespo, tagliato alla base con un coltello appena sopra al colletto. Dopo il taglio, il radicchio può produrre nuovi germogli, ma il cespo principale resta quello destinato alla commercializzazione.

Le modalità di raccolta variano in base alle dimensioni dell’azienda, al tipo di varietà e al mercato di destinazione; le principali tecniche utilizzate sono due: manuale e meccanizzata.

La raccolta manuale è il metodo tradizionale e resta indispensabile per le varietà più pregiate, come il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo o il Variegato di Castelfranco. L’intervento umano consente una selezione visiva accurata, indispensabile per verificare la qualità e scartare i cespi danneggiati. È una procedura più lenta, che richiede manodopera specializzata, ma assicura la massima integrità del prodotto e la corretta gestione delle piante delicate.

La raccolta meccanica, invece, si applica con successo alle varietà più compatte, come il Radicchio di Chioggia o di Verona, destinate alla grande distribuzione o all’industria di IV gamma. L’impiego di macchinari semoventi o trainati consente di ridurre i tempi e i costi di raccolta su ampie superfici; le macchine tagliano e caricano automaticamente i cespi, standardizzando il processo.

Le macchine per la raccolta del radicchio di Fardin Factory

Tra le soluzioni più efficaci per la raccolta automatizzata del radicchio, spiccano i modelli realizzati da Fardin Factory, il lato più innovativo di Fardin Macchine: ogni modello, frutto nella nostra esperienza decennale nel settore delle macchine agricole e da giardinaggio, è progettato per unire la massima efficienza di raccolta all’imprescindibile delicatezza necessaria nella raccolta del radicchio di Treviso.

La Scavaortaggi EKO (50–120 CV) è una macchina versatile adatta alla raccolta di porro, aglio, cipolla, finocchio, sedano e, appunto, il radicchio di Treviso. Dotata di dischi taglia-terra regolabili e di una lama per il taglio sotterraneo, garantisce un distacco netto del cespo e una pulizia ottimale del prodotto grazie agli sbattitori posteriori. La possibilità di lavorare entro o fuori sagoma e la velocità operativa fino a 6 km/h la rendono ideale per aziende agricole di diverse dimensioni, assicurando un processo rapido anche su terreni complessi.

Per le colture a foglia come il radicchio di Treviso, la Scavaortaggi VERDOLINA rappresenta un’evoluzione tecnologica orientata alla gestione delicata del raccolto. Grazie alle quattro ruote stabilizzatrici, mantiene una perfetta aderenza al suolo, mentre il doppio nastro di cernita con comandi idraulici permette di ottimizzare il flusso di lavoro, riducendo al minimo i tempi di selezione e confezionamento. La possibilità di integrare un rimorchio posteriore per la cernita e l’incassetamento garantisce un sistema completo, adatto tanto alla raccolta del radicchio di Treviso quanto di insalate e spinaci, nel pieno rispetto dell’integrità del prodotto.

Ultimi articoli

  • I nostri consigli sulla raccolta delle foglie, dalla soffiatura all’aspirazione

  • Tutto quello da sapere sulla potatura degli alberi e delle siepi

  • L’arieggiatura del prato: cos’è, come si effettua e quando va fatta

Categorie